Negli ultimi dieci anni, il concetto di economia circolare ha conquistato il dibattito industriale, diventando il nuovo mantra della sostenibilità. Eppure, nel pieno di una transizione tecnologica ed energetica senza precedenti, si avverte sempre più l’esigenza di un salto evolutivo.
Un salto che Oscar di Montigny definisce come il passaggio dall’economia circolare all’Economia Sferica.
Non si tratta solo di riutilizzare risorse.
Si tratta di ripensare radicalmente il modo in cui creiamo, distribuiamo e misuriamo il valore.

L’economia circolare ha avuto il merito di superare il vecchio modello lineare “estrai-produci-getta”, proponendo pratiche come:
Secondo la Commissione Europea, l’economia circolare potrebbe aumentare il PIL dell’UE dell’0,5% annuo entro il 2030 e creare circa 700.000 nuovi posti di lavoro.
Tuttavia, l’approccio circolare rischia di rimanere tecnico: si limita a ridurre l’impatto negativo, senza interrogarsi abbastanza sulle finalità dell’attività economica.
Oscar di Montigny propone una visione più ampia, chiamata Economia Sferica, che integra la dimensione etica, sociale e spirituale dell’agire economico.
«L’Economia Sferica – spiega Di Montigny – nasce dal bisogno di orientare l’economia verso ciò che genera vantaggi reali per l’individuo, la collettività, il pianeta e la pace.»
Nel modello sferico, ogni decisione imprenditoriale viene valutata su sette dimensioni, le 7P:
Non basta più non inquinare: è necessario rigenerare.
Non basta più generare utili: bisogna generare valore integrale.
Implementare i principi dell’Economia Sferica porta vantaggi strategici reali:
Non è utopia. È una nuova forma di pragmatismo industriale
In un mondo che cambia a una velocità esponenziale, non basta essere circolari.
Bisogna essere sferici: etici, umani, responsabili.
Le imprese italiane hanno l’opportunità di guidare questa nuova rivoluzione industriale, riscoprendo il valore più potente di tutti: quello della persona.